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Giovedì 29 febbraio 2024Dal libro del profeta Geremia (Ger 17,5-10)«Maledetto l’uomo che confida nell’uomo,e pone nella carne il suo sostegno,allontanando il suo cuore dal Signore.Sarà come un tamerisco nella steppa;non vedrà venire il bene,dimorerà in luoghi aridi nel deserto,in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.Benedetto l’uomo che confida nel Signoree il Signore è la sua fiducia.È come un albero piantato lungo un corso d’acqua,verso la corrente stende le radici;non teme quando viene il caldo,le sue foglie rimangono verdi,nell’anno della siccità non si dà pena,non smette di produrre frutti.Niente è più infido del cuoree difficilmente guarisce!Chi lo può conoscere?Io, il Signore, scruto la mentee saggio i cuori,per dare a ciascuno secondo la sua condotta,secondo il frutto delle sue azioni.Riflettiamo:Sorprendentemente duro è l’inizio della prima lettura: «maledetto l’uomo che confida nell’uomo». In realtà se consideriamo complessivamente la prima parte di questa lettura ci accorgiamo che è costruita sulla classica contrapposizione tra le due vie sulle quali l’uomo può costruire la propria vita e il riferimento al salmo 1 è abbastanza evidente. Da un lato la maledizione per chi confida in se stesso, dall’altro la benedizione per chi confida nel Signore. Da notare che la maledizione non viene tanto da Dio quanto invece come conseguenza logica delle scelte sventurate che l’uomo stolto compie. La sua situazione è descritta efficacemente con l’immagine del tamerisco nella steppa: è paragonato a quei rachitici arbusti nati qua e là nelle steppe desertiche della Palestina, che non crescono mai. Hanno scelto di piantare la loro vita lontano dalle sorgenti d’acqua! La condizione dell’uomo che confida in se stesso è talmente penosa che «non vede venire il bene». Il bene c’è, ma lui non se ne accorge! Viene da pensare se talora non facciamo parte anche noi di questa categoria quando vediamo tutto nero: non sarà per caso che non riusciamo a vedere il bene di Dio proprio perché siamo ripiegati sui nostri progetti, sulle nostre idee e attese? Al contrario la situazione di chi confida nel Signore appare prospera e molto serena perché « è come un albero piantato lungo un corso d’acqua», non teme il caldo e nemmeno la siccità. Chi affonda le radici del proprio cuore nel Signore non teme nemmeno di fronte ai rovesci della vita: «le sue foglie rimangono verdi», la sua speranza non verrà meno.Preghiamo:Ripetiamo insieme: Donaci o Signore, la sapienza di confidare in te e non in noi stessi.L’uomo del nostro tempo si sente spesso artefice di se stesso. RitNel momento della prova siamo spesso tentati dalla disperazione. RitLa nostra presunzione e arroganza ci rendono spesso ciechi di fronte ai tuoi benefici. RitImpegno per la giornata: Oggi provo a fare attenzione sulle tante persone che nei più svariati modi si prendono cura di me e sono segno della tua premura nei miei confronti.Buona giornata!UP Villafranca-PnB-Mozzecane Leggi di piùLeggi di meno
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Mercoledì 28 febbraio 2024Dal libro dei Salmi (Sal 30 (31))Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,perché sei tu la mia difesa.Alle tue mani affido il mio spirito;tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele. Ascolto la calunnia di molti: «Terrore all’intorno!»,quando insieme contro di me congiurano,tramano per togliermi la vita. Ma io confido in te, Signore;dico: «Tu sei il mio Dio, i mei giorni sono nelle tue mani».Liberami dalla mano dei miei nemicie dai miei persecutori. Riflettiamo:Oggi proviamo a fare nostre le parole del Salmo in cui un credente prega il Signore vivendo un contesto di estrema difficoltà poiché, intuiamo, c’è qualcuno che lo perseguita. È un bellissimo esempio di affidamento al Signore che dimostra come non sia scontato avere fede nel momento della prova.Di fronte a situazioni drammatiche la nostra umanità può farci sentire abbandonati, può farci pensare che Dio sia indifferente o addirittura impotente di fronte al male. Ma questa è una tentazione. Avere fede in Dio, infatti, non significa essere immuni da ogni male ed ostacolo. Ma è nel contesto della prova che tormenta il credente rinnova la sua fede e sperimenta la protezione di Dio. L’espressione del salmista “alle tue mani affido il mio spirito” è la stessa con cui Gesù si consegna al Padre nel momento estremo, nonché il più doloroso che abbia vissuto. Questa espressione viene dalla fede che si è fatta confidenza, non da un “lieto fine” con rivincita e vendetta. Gesù ha imparato a dire le parole del salmista, perché noi imparassimo a pregare come Lui ha pregato. Dall’insegnamento di Gesù impariamo l’affidamento: Gesù non sceglie di affidarsi per disperazione ma perché conosce suo Padre ed ha una relazione profonda con Lui. Preghiamo:– Signore, aiutaci a rileggere le nostre storie personali e di comunità come accompagnate dalla misericordia e dalla provvidenza di Dio.– Padre, fai sentire sempre ai tuoi figli la tua costante presenza e il tuo amore che accompagna ogni evento della vita.– Signore, dona a ciascun credente la forza e il coraggio di vederti anche nelle situazioni più tragiche e difficili, poiché tu hai scelto di stare sempre accanto agli ultimi. Impegno per la giornata:Oggi confido nel Signore ripetendo più volte, durante la giornata, le parole del Salmo: «Tu sei il mio Dio, i mei giorni sono nelle tue mani».Buona giornata!UP Villafranca-PNB-Mozzecane Leggi di piùLeggi di meno
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Martedì 27 febbraioDal Vangelo secondo MatteoMt 23, 1-12In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».RIFLETTIAMOPerché lo fate? Questa è la domanda che potrebbe racchiudere tutto il Vangelo di oggi. Di fronte a discepoli e ascoltatori Gesù mette allo scoperto l’ipocrisia celata negli atteggiamenti e nelle scelte dei farisei: pregano, si vestono sontuosamente e in modo appariscente per poter essere ammirati dalle persone. Cercano il consenso dell’altro, l’approvazione, di essere centro dell’attenzione. Mettono al centro il proprio io ma dimenticano Dio.Io perché faccio ciò che faccio? Perché svolgo quel servizio? Perché ricopro quella carica? Voglio affermare me stesso? sentirmi migliore? Se quel servizio mi venisse tolto, mi sentirei ferito e offeso? Cerchiamo nei nostri cuori la risposta a queste domande.PREGHIAMOSignore, tu mi scruti e mi conosci, tu sai quando seggo e quando mi alzo.Penetri da lontano i miei pensieri,mi scruti quando cammino e quando riposo.Ti sono note tutte le mie vie.Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore,provami e conosci i miei pensieri:vedi se percorro una via di menzognae guidami sulla via della vita.(dal Salmo 138 , 1-3, 23-24)IMPEGNO DELLA GIORNATAInvoco lo Spirito Santo e chiedo al Signore di aiutarmi a scrutare il mio cuore per comprendere cosa guida le mie azioni e le mie scelte.Buona giornata!Up Villafranca-Mozzecane-Pnb Leggi di piùLeggi di meno
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News

24 ORE PER IL SIGNORE

A PIZZOLETTA 8 E 8 MARZO: ADORAZIONE EUCARISTICA CONTINUATA E POSSIBILITA’ DI CELEBRARE IL SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE

IL CREDO

Cinque incontri domenicali per meditare su ciò che affermiamo nel Credo apostolico

“Desidero tanto che, in questo tempo che ci è dato di vivere, riconoscendo la dignità di ogni persona umana, possiamo far rinascere tra tutti un’aspirazione mondiale alla fraternità. Tra tutti: Ecco un bellissimo segreto per sognare e rendere la nostra vita una bella avventura. Nessuno può affrontare la vita in modo isolato. C’è bisogno di una comunità che ci sostenga, che ci aiuti e nella quale ci aiutiamo a vicenda a guardare avanti. Com’è importante sognare insieme!”

— Dalla Fratelli tutti (Nr 8) di Papa Francesco