Commento alla parola di Dio del giorno

01 Ott 2022, 7:30

Sabato 1 OttobreDal libro di GiobbeGiobbe prese a dire al Signore:«Comprendo che tu puoi tuttoe che nessun progetto per te è impossibile.Chi è colui che, da ignorante,può oscurare il tuo piano?Davvero ho esposto cose che non capisco,cose troppo meravigliose per me, che non comprendo.Io ti conoscevo solo per sentito dire,ma ora i miei occhi ti hanno veduto.Perciò mi ricredo e mi pento sopra polvere e cenere”.Il Signore benedisse il futuro di Giobbe più del suo passato. Così possedette quattordicimila pecore e seimila cammelli, mille paia di buoi e mille asine. Ebbe anche sette figli e tre figlie. Alla prima mise nome Colomba, alla seconda Cassia e alla terza Argentea. In tutta la terra non si trovarono donne così belle come le figlie di Giobbe e il loro padre le mise a parte dell’eredità insieme con i loro fratelli.Dopo tutto questo, Giobbe visse ancora centoquarant’anni e vide figli e nipoti per quattro generazioni. Poi Giobbe morì, vecchio e sazio di giorni.Riflettiamo…La liturgia in questa settimana ci ha proposto uno dei libri più belli dell’Antico Testamento, ma anche il più sconcertante per molti aspetti. Ad esempio, se noi leggiamo i primi due capitoli e la fine del libro, che costituisce la seconda parte del passo di oggi, la figura di Giobbe che ne risulta è quella di un uomo giusto che sopporta le prove della vita (la famosa ‘pazienza di Giobbe’) ed alla fine ne viene abbondantemente ricompensato. Invece la estesa parte centrale mostra un uomo che chiede conto con forza a Dio del suo soffrire, del destino di questo essere così meschino che è l’uomo, del significato della presenza di Dio nella sua storia. A turno gli amici cercano di rispondere a Giobbe; pensano di difendere Dio, in realtà la loro idea astratta di Adonai (il Signore) non fa breccia nel sofferto vissuto dell’ uomo di Uz.Fino a quando Dio stesso appare e parla a Giobbe. Abbiamo visto nella prima parte del brano di oggi che Giobbe si ricrede e si pente di ciò che ha detto. Però la cosa più rilevante è che il saggio di Uz (è un pagano, non un ebreo!) riconosce, con l’animo pieno di stupore, che ora i suoi occhi hanno visto il Signore! Il travaglio di quest’uomo trova ora la piena risposta nell’irrompere diretto dell’Altissimo nella sua esistenza.Nel film su san Francesco della Cavani, dopo che il poverello di Assisi ha gridato a Dio: ‘Rispondimi!’, la scena cambia; la Natura attorno a lui si rasserena, e a frate Leone che lo cerca, dice: ‘Deus mihi dixit’, Dio mi ha parlato: la voce di Dio erano le stimmate nel suo corpo.L’esperienza diretta, viva di Dio sorpassa ogni teoria sul Creatore. Questo vale ancora di più per noi cristiani. ‘La Parola si è fatta carne ed ha posto la sua dimora in mezzo a noi’. e Gesù ci dice che ogni volta che facciamo qualcosa per i fratelli più piccoli, lo facciamo a Lui. È nell’esperienza dell’amore cristianamente vissuto che possiamo dire: ‘i miei occhi ti hanno veduto’.Buona giornata!Up Villafranca-Mozzecane-Pnb Leggi di piùLeggi di meno
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“Desidero tanto che, in questo tempo che ci è dato di vivere, riconoscendo la dignità di ogni persona umana, possiamo far rinascere tra tutti un’aspirazione mondiale alla fraternità. Tra tutti: Ecco un bellissimo segreto per sognare e rendere la nostra vita una bella avventura. Nessuno può affrontare la vita in modo isolato. C’è bisogno di una comunità che ci sostenga, che ci aiuti e nella quale ci aiutiamo a vicenda a guardare avanti. Com’è importante sognare insieme!”

— Dalla Fratelli tutti (Nr 8) di Papa Francesco
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