Commento alla parola di Dio del giorno

20 Gen 2022, 7:28

Giovedì 20 GennaioDal primo libro di SamuèleIn quei giorni, mentre Davide tornava dall’uccisione del Filisteo, uscirono le donne da tutte le città d’Israele a cantare e a danzare incontro al re Saul, accompagnandosi con i tamburelli, con grida di gioia e con sistri. Le donne cantavano danzando e dicevano: «Ha ucciso Saul i suoi mille e Davide i suoi diecimila». Saul ne fu molto irritato e gli parvero cattive quelle parole. Diceva: «Hanno dato a Davide diecimila, a me ne hanno dati mille. Non gli manca altro che il regno». Così da quel giorno in poi Saul guardava sospettoso Davide. Saul comunicò a Giònata, suo figlio, e ai suoi ministri di voler uccidere Davide. Ma Giònata, figlio di Saul, nutriva grande affetto per Davide. Giònata informò Davide dicendo: «Saul, mio padre, cerca di ucciderti. Sta’ in guardia domani, sta’ al riparo e nasconditi. Io uscirò e starò al fianco di mio padre nella campagna dove sarai tu e parlerò in tuo favore a mio padre. Ciò che vedrò te lo farò sapere». Giònata parlò dunque a Saul, suo padre, in favore di Davide e gli disse: «Non pecchi il re contro il suo servo, contro Davide, che non ha peccato contro di te, che anzi ha fatto cose belle per te. Egli ha esposto la vita, quando abbatté il Filisteo, e il Signore ha concesso una grande salvezza a tutto Israele. Hai visto e hai gioito. Dunque, perché pecchi contro un innocente, uccidendo Davide senza motivo?». Saul ascoltò la voce di Giònata e giurò: «Per la vita del Signore, non morirà!». Giònata chiamò Davide e gli riferì questo colloquio. Poi Giònata introdusse presso Saul Davide, che rimase alla sua presenza come prima.Riflettiamo…«Così da quel giorno in poi Saul guardava sospettoso Davide». Dal giorno in cui Davide torna vittorioso, acclamato dal popolo per aver sconfitto Golia, il cuore del re Saul viene invaso dall’invidia. «Perché lui si e io no?», è questo l’interrogativo che accende l’invidia. Essa, come tutte le passioni, dipende primariamente dal cuore dell’uomo e dove l’uomo pone il suo tesoro; chi pone al centro di tutto il proprio “io” è spinto alla tristezza per il bene degli altri. Mentre è logico che la tristezza sorga per il male proprio, con l’invidia accade in contrario: il bene altrui è creduto un male proprio perché si pensa possa sminuire «la propria gloria o la propria eccellenza» (San Tommaso). Gesù stesso cadde vittima dell’invidia dei sommi sacerdoti quando lo consegnarono a Pilato, preferendogli Barabba, e ne invocarono la crocifissione. L’astio e il risentimento verso Gesù diventarono accecanti e ossessivi. «Crocifiggilo!», gridavano tutti a Pilato. Eppure Pilato «sapeva bene che glielo avevano consegnato per invidia». Ma l’invidia non sente ragioni e “mette in croce” l’unico giusto. L’invidia, infatti, disgrega la convivenza pacifica e uccide l’amore. Essa può nutrirsi solo della distruzione dell’altro e può unire in maniera perversa, come avvenne appunto sotto la croce. Ma l’amore risorge e vince le forze del male e con esse l’invidia. Il Vangelo non lascia dubbi su ciò che può sconfiggere la discordia, il conflitto e la malevolenza: l’amore gratuito di Dio. Così papa Francesco descrive questo vizio capitale: «L’invidia uccide e non tollera che un altro abbia qualcosa che io non ho, sempre crea sofferenza, perché il cuore dell’invidioso o del geloso soffre: è un cuore sofferente; quella sofferenza lo porta avanti a desiderare la morte degli altri. Quante volte nelle nostre comunità — non dobbiamo andare troppo lontano per vedere questo — per gelosia si uccide con la lingua…uno ha invidia di quell’altro e incominciano le chiacchiere: e le chiacchiere uccidono. Io invito me stesso — e tutti — a cercare se nel mio cuore ci sia qualcosa attribuibile alla gelosia o all’invidia, che sempre porta alla morte e mi impedisce di essere felice» (omelia in casa S. Marta 21-1-2016).Buona giornata!UP Villafranca-PNB-Mozzecane Leggi di piùLeggi di meno
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gennaio 2022

“Desidero tanto che, in questo tempo che ci è dato di vivere, riconoscendo la dignità di ogni persona umana, possiamo far rinascere tra tutti un’aspirazione mondiale alla fraternità. Tra tutti: Ecco un bellissimo segreto per sognare e rendere la nostra vita una bella avventura. Nessuno può affrontare la vita in modo isolato. C’è bisogno di una comunità che ci sostenga, che ci aiuti e nella quale ci aiutiamo a vicenda a guardare avanti. Com’è importante sognare insieme!”

— Dalla Fratelli tutti (Nr 8) di Papa Francesco
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