Notizie dalla nostra pagina Facebook

Domenica 14 aprile 2024 Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24,35-48)In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».RIFLETTIAMO…La comunità cristiana si riunisce attorno al Risorto come accade in questo brano. Però gli apostoli all’inizio hanno paura perché credono di vedere un fantasma: può succedere anche noi di considerare la presenza di Gesù come quella di un fantasma, cioè di qualcuno che non ha a che fare direttamente con la nostra vita, di un estraneo o distante. Invece il figlio di Dio che si è fatto carne desidera entrare pienamente nella nostra vita concreta per donarci la sua vita piena.Poi gli apostoli per la gioia non credono, come dire: “troppo bello per essere vero!”. Eppure il Signore si fa vicino e condivide ogni momento della nostra vita se lo ospitiamo in noi e tra di noi.Il risorto porta 3 doni principali. 1° dono: la pace, che è la bella conseguenza della presenza della vita dell’eterno in noi: è l’armonia con noi stessi, con gli altri, con la realtà e con Dio.Il secondo dono è lo Spirito santo, lo Spirto del Risorto che è amore, Vita, guida, sostegno e che ci permette di ricevere il terzo dono: lo Spirito apre la nostra mente alla comprensione delle Scritture.Vorremmo chiedere tante cose a Dio, ma lui elargisce principalmente questi 3 doni perché desidera per noi, che siamo i suoi figli, una vita bella, piena e felice, nonostante tutte le difficoltà che possiamo incontrare.Ripetiamo: Signore, dona la tua paceNei nostri cuori inquieti e insoddisfatti, RitNelle nostre famiglie, Rit.Nelle nostre comunità cristiane, Rit.Per tutte le nazioni in guerra, Rit. IMPEGNO DELLA GIORNATA: individuo una situazione in cui non vivo in pace o con me stesso o con gli altri o con la realtà o con Dio, e chiedo aiuto al Signore per trovare il modo concreto per portarvi la pace. Buona Domenica!Up Villafranca-Mozzecane-Pnb Leggi di piùLeggi di meno
Vedi su Facebook
Sabato 13 aprile 2024.Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,16 -21)Venuta la sera, i discepoli di Gesù scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento. Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!». Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.Riflettiamo:Il brano del Vangelo di oggi è preceduto da quello che abbiamo letto ieri, in cui Gesù moltiplica cinque pani e due pesci per sfamare la folla di circa cinquemila uomini che si è raccolta attorno a lui. Il “segno del pane” è il dono che Gesù fa di sé nell’eucarestia, ma la gente capisce tutt’altro. Crede di aver trovato un profeta che risolve i suoi problemi di sussistenza, una vera fortuna, e decide di farlo re. Gesù respinge questa tentazione, come ha già fatto all’inizio del suo ministero pubblico quando Satana gli aveva offerto il potere terreno, e si ritira sul monte, in totale solitudine. Nel frattempo i suoi discepoli si allontanano in barca per raggiungere Cafarnao. Quando si trovano in mezzo al lago le acque si agitano perché soffia un forte vento. Ma non hanno paura. Invece, paradossalmente, si spaventano quando vedono Gesù che si avvicina camminando sull’acqua. «Io sono» dice loro il Maestro, riferendo a sé, come fa più volte nel vangelo di Giovanni, il nome di Dio rivelato a Mosè nell’epifania del roveto ardente sul Sinai. Si chiarisce allora il significato che il racconto evangelico contiene. La nostra vita è, come quella dei discepoli sul lago, una traversata spesso pericolosa e sospesa come la barca sulle acque. Spesso siamo immersi nel buio, come i discepoli in quella notte. Le vicende drammatiche di questi tempi ci dimostrano quanto questo sia vero. Ma Gesù ci viene incontro, rivelandosi come Dio, il Dio che è con noi. Non lo fa per toglierci di dosso i problemi, ma per liberarci da ogni paura e aiutarci ad affrontarli, vivendo del pane che egli ci ha dato. Preghiamo:– Padre, aiutaci ad essere persone libere e responsabili, rinunciando a cercare sicurezza nei beni materiali e in chi ce li promette– Padre, aiutaci a non immergerci nelle tenebre pensando di poter vivere da soli per cercare il nostro interesse senza occuparci degli altri – Padre, facci capire che Gesù non ci abbandona nelle tenebre se ce ne lasciamo avvolgere, ma viene da noi per aiutarci ad uscirne, donando se stesso nell’eucarestia. Dacci la forza di accoglierlo. Impegno per la giornata:Rifletterò sul fatto che c’è uno “spirito del pane” che è l’amore a cui ci invita Gesù e uno “spirito di paura” che ci fa scendere nella tenebra e non ci fa più vedere gli altri come fratelli ma come minaccia da cui difenderci. Rileggerò, quindi, il passo di Isaia (Isaia, 43,2) in cui il profeta afferma: «Quando passerai per le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, non ti sommergeranno; quanBuona giornata!Up Villafranca-Mozzecane-Pnb Leggi di piùLeggi di meno
Vedi su Facebook
Venerdì 12 aprileDal vangelo secondo Giovanni Gv 6, 1-15In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.Riflettiamo:La liturgia di oggi ci dona un brano che abbiamo sentito molte volte: tuttavia la Parola è sempre nuova. Gesù alza gli occhi e vede una grande folla: capisce che molti lo cercano per ascoltarlo, vederlo, essere consolati, guariti…. ognuno avrà avuto il suo motivo. Gesù sa che il loro bisogno è grande. La situazione sembra difficile da gestire per gli apostoli, ma non per Lui. Quante volte capita anche a noi! La vita ci riserva situazioni che sembrano impossibili da affrontare. Spesso andiamo, giustamente, da Gesù con i nostri bisogni e pensiamo: "come faccio adesso? ci vorrebbe solo un miracolo!" Sicuramente lo hanno pensato anche Filippo e gli altri apostoli. Ma Gesù, che è più grande dei nostri pensieri, delle nostre situazioni o problemi, sembra dirci: "Vieni e fidati" Dammi quello che hai, anche se è poco o niente, ci penso io! Cinque pani e tre pesci erano sicuramente niente, ma Gesù accetta quel niente e lo trasforma! Anche noi, a volte ci sentiamo niente e impotenti ma è proprio lì, quando accettiamo questo, che Gesù entra e fa miracoli! Leggiamo nel vangelo di Luca "Date e vi sarà dato: una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata in grembo" (Lc 6,38) Il nostro Dio è il Dio dell’abbondanza e della pienezza! Lo dice Gesù nel Vangelo di Giovanni: "Sono venuto perché abbiate la vita e l’abbiate in abbondanza [..] perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena!" Gesù ci dice ancora, attraverso san Paolo: " Quando sono debole e allora che sono forte, perché dimora in me la potenza di Cristo!"E …..Io ci credo? Ne ho fatto esperienza? Mi fido?Preghiamo:Perché vi confondete agitandovi? Lasciate a me la cura delle vostre cose e tutto si calmerà. Vi dico in verità che ogni atto di vero, ricco e completo abbandono in me, produce l’effetto che desiderate e risolve le situazioni spinose.Abbandonarsi a me non significa arrovellarsi, sconvolgersi e disperarsi, volgendo poi a me una preghiera agitata perché io segua voi, è invece cambiare l’agitazione in preghiera.Abbandonarsi significa chiudere placidamente gli occhi dell’anima, stornare il pensiero della tribolazione e rimettersi a me perché io solo operi, dicendomi: ”pensaci tu”. (Stralcio della preghiera: "Gesù Pensaci Tu")Impegno:Oggi, con l’aiuto di questa Parola e della preghiera "Pensaci Tu" mi fermo e metto me stessa, la mia vita, nelle mani di Dio.Buona giornata!Up Villafranca-Mozzecane-Pnb Leggi di piùLeggi di meno
Vedi su Facebook


News

24 ORE PER IL SIGNORE

A PIZZOLETTA 8 E 8 MARZO: ADORAZIONE EUCARISTICA CONTINUATA E POSSIBILITA’ DI CELEBRARE IL SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE

IL CREDO

Cinque incontri domenicali per meditare su ciò che affermiamo nel Credo apostolico

“Desidero tanto che, in questo tempo che ci è dato di vivere, riconoscendo la dignità di ogni persona umana, possiamo far rinascere tra tutti un’aspirazione mondiale alla fraternità. Tra tutti: Ecco un bellissimo segreto per sognare e rendere la nostra vita una bella avventura. Nessuno può affrontare la vita in modo isolato. C’è bisogno di una comunità che ci sostenga, che ci aiuti e nella quale ci aiutiamo a vicenda a guardare avanti. Com’è importante sognare insieme!”

— Dalla Fratelli tutti (Nr 8) di Papa Francesco