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Martedì 25 giugno 2024Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 7,6.12-14)In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi. Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti. Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».Riflettiamo:Il Vangelo di oggi, che è costituito da due brani distinti uniti insieme, contiene tre inviti che ci rivolge Gesù. Col primo («Non date le cose sante ai cani…») egli ci chiede di essere fedeli alla Parola di Dio. Se, come ha detto in precedenza, (Mt 5,43-45) i benefici terreni, insieme al suo amore, sono concessi dal Padre nello stesso modo a tutti, siano persone buone o cattive, le grazie spirituali (le “cose sante” e le “perle”) vanno a chi, appunto, è fedele a Dio. Col secondo ci ricorda la “regola d’oro” che riassume tutta la Bibbia (la “Legge e i Profeti”): fare agli altri quello che vogliamo che venga fatto a noi. È un altro modo per affermare che dobbiamo amare il prossimo se vogliamo davvero mostrare che amiamo Dio. I due amori, per il prossimo e per Dio, non sono separabili.Col terzo invito, Gesù ci ricorda che la salvezza si raggiunge “per la porta stretta”. Certo, egli annuncia la “buona notizia” che tutti siamo destinatari della salvezza e possiamo entrare nel Regno di Dio. La porta è aperta a tutti. Troppo spesso però oggi si “banalizza” questa verità, pensando che attraversarla sia in qualche modo “facile” e garantito “a priori”. In realtà si tratta di una “porta stretta”, perché esigente: esige l’impegno di orientare la nostra vita secondo la Parola di Dio.Preghiamo:Rit.: Signore, che hai reso possibile la nostra salvezza con la tua morte e risurrezione, riuniscici tutti nel banchetto della vita eterna.– aiutandoci ad essere fedeli alla Parola di DioRit.– sostenendoci nell’amare il prossimo, anche quando ci costa fatica, rinunce e sacrifici Rit.– facendoci sperimentare la bellezza e la gioia di vivere ogni giorno il tuo VangeloImpegno per la giornata:Mediterò sui tre inviti che ci rivolge Gesù nel Vangelo di oggi, per capire come li sto accogliendo e quali cambiamenti introducono nella mia vita quotidiana.Buona giornata!UP Villafranca-Pnb-Mozzecane Leggi di piùLeggi di meno
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Domenica 23 giugno 2024Dal Vangelo secondo Marco (Mc 4, 35-41)In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: "Passiamo all’altra riva". E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: "Maestro, non t’importa che siamo perduti?".Si destò, minacciò il vento e disse al mare: "Taci, calmati!". Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: "Perché avete paura? Non avete ancora fede?".E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: "Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?".Riflettiamo:“Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?”I discepoli che seguono Gesù da un po’ di tempo, hanno incontrato un maestro straordinario, che traccia una via per la vita, che insegna con autorità la propria dottrina, che però per loro – almeno per il momento – è solo “un” maestro. Un maestro che, in quella situazione drammatica, è destinato a morire con loro in mezzo al mare di Galilea, se non si fa qualcosa. Nel “siamo perduti” pronunciato da chi lo sveglia, occorre mettere dentro anche Gesù. A quel punto, quel maestro fa l’unica cosa possibile per salvare tutti: calma il mare.Chi può fermare il mare sospinto dal vento? La sua forza distruttrice che si abbatte sulle barche e sulla costa? Il mare nella cultura ebraica è simbolo del caos, di un caos che per definizione non può essere ordinato. Non può subire alcun ordine.E invece Gesù ordina ed esso obbedisce!La risposta alla domanda iniziale ce la offre la Prima Lettura: Dio dice a Giobbe chi è e lo fa proprio indicando la sua azione verso il mare: l’ha chiuso tra due porte, ne ha segnato il limite, infrange l’orgoglio delle sue onde (cfr. Gb 38,8-11). Allora chi è costui? Chi è Gesù? Dio, è Dio!Preghiamo:RIT: Vieni, Spirito Santo.Perché possiamo riconoscere la volontà di amore provvidente del Padre, preghiamo.Affinché possiamo fidarci a affidarci a Gesù, morto e risorto perché potessimo avere in Lui la vita eterna, preghiamo.Perché possiamo testimoniare nella nostra vita quotidiana la salvezza che abbiamo ricevuto da Dio, preghiamo.Impegno per la giornata:Oggi ci fermiamo a gustare uno squarcio della natura: un prato, un albero, il cielo, una nuvola… Contempliamo che è creatura di Dio. Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo.Buona giornata!Up Villafranca-Pnb-Mozzecane Leggi di piùLeggi di meno
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Sabato 22 giugnoDal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza. Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».RiflettiamoIn questo brano del Vangelo possiamo riconoscerci tutti: tutti quanti infatti ci preoccupiamo ogni giorno delle cose che dobbiamo fare, dei pensieri che dobbiamo avere, delle persone che dobbiamo incontrare, insomma ogni giorno abbiamo di che preoccuparci. Gesù non ci dice che tutto questo è sbagliato, sarebbe altrettanto sbagliato pensare di non dover fare nulla, si rischierebbe il problema opposto. Gesù ci dice invece che ogni cosa ha il proprio tempo, a noi è dato di vivere la nostra realtà, senza affannarci delle cose che saranno né di quelle che sono state, ma di concentrarci sull’oggi, pensando certo al futuro ma senza illuderci che le cose accadranno esattamente come le abbiamo pensate.La parola si fa preghiera…Signore, donami la grazia di riconoscere le mie preoccupazioni e i miei affanni che mi allontanano da Te.…e la preghiera si fa azioneOggi affido al Signore le mie preoccupazioni e lascio che sia Lui a provvedere alla mia vita.Buona giornata!Up Villafranca-Mozzecane-Pnb Leggi di piùLeggi di meno
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News

24 ORE PER IL SIGNORE

A PIZZOLETTA 8 E 8 MARZO: ADORAZIONE EUCARISTICA CONTINUATA E POSSIBILITA’ DI CELEBRARE IL SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE

IL CREDO

Cinque incontri domenicali per meditare su ciò che affermiamo nel Credo apostolico

“Desidero tanto che, in questo tempo che ci è dato di vivere, riconoscendo la dignità di ogni persona umana, possiamo far rinascere tra tutti un’aspirazione mondiale alla fraternità. Tra tutti: Ecco un bellissimo segreto per sognare e rendere la nostra vita una bella avventura. Nessuno può affrontare la vita in modo isolato. C’è bisogno di una comunità che ci sostenga, che ci aiuti e nella quale ci aiutiamo a vicenda a guardare avanti. Com’è importante sognare insieme!”

— Dalla Fratelli tutti (Nr 8) di Papa Francesco